Unipol e la scalata...
Unipol, la compagnia assicurativa delle coop, detiene della Banca Nazionale del Lavoro circa il 15 percento e insieme a soci sottoscrittori addirittura un 30 percento. Tra la primavera e l'estate del 2005 decide di scalare la BNL attraveso un offerta pubblica d'acquisto del valore di 5 miliardi di euro. Mancano ancora le autorizzazioni di Bankitalia e della consob, ma già si discute sull'aspetto etico dell'affare per via delle dichiarazioni di Parisi (aspetto etico che non tratterò, almeno non oggi). Qui entrano in gioco Consorte, i salotti buoni e i rapporti privilegiati con Antonio Fazio.Nel piano per la scalata di Unipol alla Bnl, era decisivo il rapporto privilegiato con Antonio Fazio, documentato anche da coloriti commenti telefonici sull'entusiasmo del governatore che superano perfino l'ormai famoso «bacio in fronte» di Gianpiero Fiorani: una copertura istituzionale che si inserisce, rafforzandolo, in un asse economico sotterraneo e riservato con i direttori dell'altro concerto, lo stesso banchiere di Lodi e il finanziere bresciano (già interdetto dai giudici) Emilio Gnutti. Giovanni Consorte, il manager che guida Unipol, parla apertamente di queste coperture, confermando a diversi interlocutori il loro peso determinante per la riuscita dell'operazione Bnl. A documentarlo sono intercettazioni finora sconosciute, ordinate dai magistrati di Milano sempre nelle indagini sulla tentata scalata della Bpi ad Antonveneta, per cui ora è indagato con Fiorani lo stesso Consorte. Sono queste telefonate, intercettate dal 4 al 28 luglio, a fornire ai pm di Roma la «notizia di reato» che li ha convinti a mettere sotto inchiesta Consorte anche per l'affare Bnl e a ricostruire i suoi incontri con il vertice di Bankitalia.
Consorte aveva in progetto diritti a vendere ( put), fino a un massimo di
374 milioni di titoli Bnl, acquistati da Deutsche Bank e Csfb. E che
potranno essere esercitati all'indomani dell'Opa. Poichè l'esercizio di quei
diritti è stato fissato in 1,5 euro ad azione ( che approssima il valore
patrimoniale del titolo) a fronte del prezzo d'Opa di 2,7 euro, sono subito
iniziate le congetture. Ma come, i manager di Unipol vogliono davvero
svendere quelle azioni acquistate a caro prezzo nell'offerta pubblica? Nulla
di tutto questo.
Quelle put vanno lette nell'ambito delle operazioni che la compagnia
bolognese ha posto in essere per alleggerire il costo " regolamentare" della
sua acquisizione.
Come è noto nell'ambito della sua scalata Unipol ha concesso contratti put a
diversi suoi alleati ( Csfb, Sias, Db), tutti azionisti di Bnl, per
assicurarsi il loro appoggio e ipotecare il successo dell'Opa. A operazione
eseguita quei partner avranno così la possibilità di uscire dall'avventura
rivendendo successivamente i titoli Bnl a Unipol. L'esercizio di questo
diritto, a 2,7 euro ad azione, comporterà naturalmente un onere non
indifferente per il gruppo emiliano ( valutato in oltre 800 milioni) di cui
la Banca d'Italia impone la copertura. Con le sue nuove put la compagnia
bolognese può ora assicurare il regulator che gli impegni sono in parte
coperti ( ad 1,5 euro) da posizioni opposte. Ma non si giungerà mai ad
esercitare gli ultimi diritti, tutto è funzionale a ridurre formalmente
l'onere dell'operazione. Del resto quando le banche metteranno all'incasso
le loro put consegneranno in contropartita azioni che, si presume, saranno
almeno valorizzate al loro patrimonio netto. In questo modo, nei fatti, la
compagnia guidata da Giovanni Consorte alleggerirà di circa 500 milioni (
1,5 euro moltiplicato il numero di titoli Bnl potenzialmente alienabili) le
proprie necessità di capitale di vigilanza. Così da soddisfare il maggior "
tiraggio" di mezzi patrimoniali richiesto dalla nuova regolamentazione sui
conglomerati finanziari.
Ai medesimi obiettivi rispondevano anche le altre operazioni su put
annunciate nelle ultime settimane. Da quella che ha annullato i diritti in
mano ad Hopa ( relativi a 151 milioni di titoli), alla cessione dei
contratti put sottoscritti con Carige ( aventi ad oggetto fino a 60 milioni
di titoli Bnl) presso altri soggetti del mondo cooperativo.
All'accordo raggiunto con Deutsche Bank che prevede la liquidazione per
contanti degli eventuali differenziali derivanti dall'esercizio dei diritti
in mano alla banca tedesca.
Una tecnicalità che consente ad Unipol di coprire soltanto l'eventuale
margine e non l'intero prezzo del pacchetto azionario.
In queste settimane la costruzione finanziaria ideata da Unipol per scalare
la Bnl, costellata di put e call, è stata criticata come un modo per eludere
la legge sulle offerte pubbliche. In alternativa al trasparente lancio di
un'offerta concorrente a quella tentata dagli spagnoli del Bbva. Certamente
sul piano dei costi quella complessa architettura consente di alleggerire
nel tempo gli oneri dell'acquisizione e graduare il bisogno di capitale in
relazione all'effettiva adesione all'Opa ( una problematica presente, ad
esempio, anche nella recente operazione Allianz Ras). Per quanto riguarda la
disciplina delle offerte pubbliche, però, quella strategia può essere
formalizzata come un'Opa successiva ( quella di cui Unipol attende
l'autorizzazione) che fa seguito all'acquisizione del controllo avvenuto a
termine ed allo stesso prezzo. Per il tramite di quel gran numero di
contratti derivati. Con le opzioni Bologna riduce di circa 500 mln le
necessità di capitale « regolamentare » per l'operazione
Epilogo
In breve la situazione è sfuggita di mano al governatore di Bankitalia, politica affari e opinione pubblica tutt'insieme in un'estate in cui le scalate sono state l'unico argomento dei giornali. Negli ultimi giorni Fazio e Consorte hanno rassegnato le dimissioni. I rapporti privilegiati non ci sono più. Il banco di Bilbao si può fare avanti di nuovo e tentare la scalata visto che oggi il reggente di Bankitalia (prima dell'insediamento di Draghi) ha stabilito che l'Unipol non ha la capacità finanziaria per supportare una manovra finanziaria del genere.
Paolo Biondani, Mario Gerevini 28 dicembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/12_Dicembre/22/intercettazioni.shtml
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